Il Bambusa Garden, il “giardino svelato” di via Topino, nasce da un’idea dell’Associazione culturale Art Department 01. E’ un piccolo paradiso di natura, alberi, piante grasse, fiori e piantine che fanno da cornice agli eventi organizzati dall’associazione, come spettacoli di musica e teatro. Un ambiente molto intimo e raffinato. L’associazione organizza mostre d’arte, esposizioni di opere e creazioni degli artisti associati. Una volta al mese viene allestito il Mac, Mercato artigianale creativo. Non mancano corsi e workshop di pittura, decorazione, fotografia e composizione floreale e da giardino. Vengono offerti anche corsi introduttivi per bambini. Chi ha la fortuna di avere casa con il giardino può affidarsi ai preziosi consigli degli esperti in progettazione di giardini concept e realizzazione giardini e terrazze. Per matrimoni o eventi di ogni tipo, si possono ordinare composizioni floreali e vegetali.

 

“Gli inglesi hanno un cordone ombelicale che non è stato mai tagliato, attraverso cui scorre un flusso continuo di tè. E’ curioso osservarli in occasione di improvvisi eventi tragici, orribili o catastrofici. Il cuore sembra arrestarsi, tutte le membra paiono paralizzate, finché qualcuno non prepara velocemente « una buona tazza di tè», che non manca di produrre in breve tempo il suo effetto benefico e rinfrancante. E’ un vero peccato che non tutte le nazioni siano altrettanto consapevoli del potere del tè. Le conferenze sulla pace mondiale si svolgerebbero in modo molto più tranquillo se al momento opportuno fosse fatta circolare tra i partecipanti « una buona tazza di tè» o, meglio ancora, tutto un samovar.”

Marlene Dietrich


 

 

“Il tè non si limitò a regolare la vita quotidiana dell’alta società e delle classi medie: l’abitudine di assumere questa bevanda si diffuse infatti in tutte le classi sociali e diede origine a un’altra istituzione che svolse un ruolo significativo nello sviluppo economico e sociale della Gran Bretagna moderna – il tea break.La pausa del tè, che rese la vita più sopportabile ai lavoratori fornendo loro un evento piacevole da aspettare con ansia durante le lunghe giornate lavorative, divenne una cerimonia sociale di grande importanza nelle fabbriche, nei piccoli laboratori, negli uffici e nelle miniere. Grazie agli effetti corroboranti della caffeina e dello zucchero, e a quelli rilassanti e confortanti non solo della bevanda, ma anche dello scambio di battute e informazioni tra membri di piccoli gruppi, i lavoratori potevano tornare ai loro duri compiti e compiere imprese che sarebbero sembrate loro intollerabili senza il tea break. Alla fine della lunga giornata lavorativa, sporchi ed esausti, gli operai cenavano bevendo «una bella tazza di tè» che ristorava le stanche membra, distogliendoli dalle bevande alcoliche, costose e pericolose per la salute.”

Tratto da “Oro verde” di Alan e Iris Macfarlane